Il calcestruzzo fibrorinforzato: risultati di una campagna sperimentale su SPRITZ-BETON rinforzati con fibre in acciaio, vetro e propilene

IL CALCESTRUZZO FIBRORINFORZATO: RISULTATI DI UNA CAMPAGNA SPERIMENTALE SU SPRITZ-BETON RINFORZATI CON FIBRE IN ACCIAIO, VETRO E POLIPROPILENE

L. Coppola1, A. Buoso1

1Università degli Studi di Bergamo, Dipartimento di Ingegneria

luigi.coppola@unibg.it – alessandra.buoso@unibg.it

Il calcestruzzo è notoriamente un materiale a comportamento fragile (Figura 1) che unitamente alla modesta resistenza a trazione e all’innata tendenza a contrarsi per effetto del ritiro idraulico tende a fessurarsi in maniera più o meno evidente. La comparsa di quadri fessurativi generalmente rappresenta sia un problema estetico che di funzionalità, come avviene nelle pavimentazioni industriali, ove la presenza di soluzioni di continuità in servizio, per l’azione dei carichi di tipo mobile (su ruota), determinerebbe un rapido sbrecciamento dei cigli fessurativi con conseguente compromissione della funzionalità del pavimento. In molte situazione, inoltre, le fessure possono avere ricadute negative sia per la statica che per la durabilità delle strutture, per la facilità con cui le sostanze aggressive attraverso le soluzioni di continuità, raggiungono le armature corrodendole. Inoltre, la fragilità del calcestruzzo è responsabile anche della ridotta resistenza che il materiale offre nei confronti dei carichi impulsivi (urti, carichi ripetuti, etc.) come avviene, ad esempio, per i giunti strutturali negli impalcati da ponte che richiedono una costante e onerosa manutenzione straordinaria. Purtroppo, la fessurazione non riguarda solo i calcestruzzi ordinari, ma coinvolge anche i conglomerati cementizi ad alta resistenza.

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